CRONACHE
Veneto, dalla Pedemontana alla Valdastico Sud. Un brutto periodo per le Grandi opere
Dalla Pedemontana Veneta alla Valdastico Sud, è un brutto periodo per le Grandi opere venete. Da una parte ci si è messo il Tar del Lazio che in una sentenza depositata lo scorso 24 dicembre ha sancito l'illegittimità della dichiarazione dello stato di emergenza "traffico" del 31 luglio 2009 nei territori di Treviso e Vicenza e la successiva ordinanza di Protezione civile del 15 agosto. Conseguenza: stop ai cantieri della Pedemontana. Dall'altra la "colpa" è tutta dei comitati territoriali che da mesi monitorano lo stato dei lavori della Valdastico Sud. Ebbene, proprio a ridosso del natale i comitati tra Canda (Rovigo) e Torri di Quartesolo (Vicenza), riuniti nel Comitato difesa ambiente salute Valdastico Sud, hanno denunciato come il fondo dell'autostrada in costruzione è composto da «scarti di produzioni industriali e di fonderia altamente inquinanti». Il tutto documentato da immagini fotografiche a da analisi chimiche. Partiamo dalla Pedemontana, l'opera madre della viabilità veneta. Neanche il tempo di dar vita al Coordinamento veneto Pedemontana alternativa (Covepa) che la prima cosa da organizzare è un festeggiamento. Breve, ovviamente, perché la "guerra" contro la Pedemontana veneta è tutt'altro che vinta «e non possiamo abbassare la guardia» come spiegano dal comitato Difesa salute territorio della zona. Il Tar del Lazio, infatti, ha dichiarato illegittima la nomina del Commissario straordinario per la realizzazione dell'autostrada Pedemontana Veneta. In pratica, l'emergenza traffico in base alla quale non solo è stato nominato il Commissario straordinario, ma in nome della quale sono stati approntati tutti i progetti, è letteralmente inconsistente. Una brutta battuta d'arresto per la Grande opera da 2,4 miliardi di euro che dovrebbe collegare Spresiano (Treviso) a Montecchio Maggiore (Vicenza) unendo le autostrade A4, A31 e A27. È bastato il ricorso di un singolo cittadino, il sig. Zen di Loria (Treviso), che secondo progetto rischia in futuro di trovarsi ad abitare a nemmeno dieci metri dal manto autostradale, per far saltare tutto e costringere non solo i cantieri a fermarsi, ma addirittura la Regione Veneto e la Superstrada Pedemontana Veneta srl al pagamento delle spese di lite, circa 4mila euro. Invalidato lo stato d'emergenza, invalidata l'ordinanza di Protezione civile, invalidato il commissariamento e il commissario Silvano Vernizzi, già commissario per il Passante di Mestre nonché amministratore delegato di Veneto Strade Spa, sono invalidate di conseguenza tutte le determinazioni assunte dal commissario. Ad oggi, quindi, la Pedemontana veneta è da considerarsi una Grande opera senza nemmeno il progetto esecutivo. Il punto cardine del ricorso al Tar, infatti, risiede proprio nella dichiarazione dello stato emergenziale che ha permesso al commissario Vernizzi di approvare il progetto della Pedemontana bypassando il Cipe. Ma c'è di più. Leggendo il dispositivo della sentenza, i giudici spiegano come «negli ultimi anni la decretazione dello stato d'urgenza ha indotto un'evidente espansione del concetto stesso di "straordinarietà" dell'intervento (in molti casi atteggiantesi quale "ordinaria" attuazione dell'azione pubblica)». Una sentenza, quindi, che entra direttamente nel merito del sistema delle emergenze volto ad aggirare i normali iter autorizzativi e che avverte, di fatto, il nuovo Governo rimarcando «come la necessità di riaffermazione dell'ordinario quadro normativo ordinamentale imponga di ricondurre l'impiego di tale strumento in un ambito di effettiva, quanto comprovabile, eccezionalità». Se in relazione alla Pedemontana sotto la lente d'ingrandimento è finito il modello emergenziale tanto caro al duo Berlusconi-Bertolaso, per la Valdastico Sud possiamo parlare di “sistema Brebemi”. Come nel caso dell'autostrada che collegherà Brescia con Bergamo e Milano, anche per la colata di cemento che unirà la Brescia-Padova all'altezza di Vicenza con l'A13 a pochi chilometri a nord del Pò, nella zona di Rovigo, il problema è nel manto stradale. O meglio, in cosa è stato nascosto sotto il manto stradale. E se sotto la Brebemi sono stati trovati inerti e rifiuti speciali provenienti dai forni della ditta Locatelli Spa, sotto la Valdastico Sud i comitati territoriali denunciano la presenza di una vera e propria discarica: scarti di fonderie con al loro interno percentuali di metalli sopra la norma, in pratica «una distesa di terra e sassi grigio scuro nascosta sotto un sottile strato di terriccio pronta per essere asfaltata». Il tutto, come detto, suffragato da fotografie scattate nei cantieri e dall'analisi di un laboratorio privato su un campione prelevato dai membri del comitato in località Lovolo di Albettone. Ma c'è di più: a far temere il peggio, per i cittadini, è la presenza – come si evince dalla fotografia (dal sito nuovavicenza.it) - in uno dei cantieri della Valdastico Sud proprio della Locatelli Spa.





