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POLITICA

Tre giorni, 500 delegati e tanto comunismo

di Stefano Galieni

Ci siamo, inizia finalmente oggi il congresso nazionale del Prc nella bella sede della Mostra d'Oltremare a Napoli, città scelta come sede dell'assise in quanto emblema di una prospettiva di riscatto sociale che sa tradursi in opportunità politica. 
Nella grande sala da 800 posti, allestita per il congresso, troveranno posto i 506 delegati provenienti dalle 119 federazioni provinciali e tutti gli altri ospiti attesi. Il dibattito, che durerà 3 giorni, giunge alla fine di un lungo percorso che ha attraversato gli oltre 1100 circoli prima, le federazioni poi e che ha visto confrontarsi i tre diversi documenti congressuali. Una fotografia dello stato del partito che lascia ben sperare: dei circa 40.700 iscritti nell'anno 2010, oltre il 60% ha partecipato attivamente ai congressi territoriali, sintomo non solo di un radicamento fondato sulla militanza poco scalfito dalle tante difficoltà ma della volontà di continuare a costruire esperienze dal basso di sinistra di alternativa, anche in condizioni estremamente complesse. 
Molti circoli vivono oggi grazie al fatto che i singoli militanti e iscritti, oltre la tessera, si autotassano per pagare l'affitto della sede, organizzano iniziative di autofinanziamento e contemporaneamente riescono a ricostruire connessioni sociali attivando esperienze come i Gap, fornendo servizi alla collettività, sportelli di ogni tipo, tessendo insomma faticosamente nuove relazioni. Un patrimonio enorme capace di farsi sentire e valere nonostante l'oscuramento mediatico da cui siamo colpiti.
Il testo sostenuto dalla segreteria uscente e dalla maggioranza del partito ha raccolto pressappoco l'81,3% dei consensi che si traducono in 411 delegati. Il secondo documento, proposto dall'area del partito Falcemartello, con oltre il 13% dei consensi, sarà rappresentato da 68 delegati; il terzo da 27. Chi si rifà al primo documento definisce nei fatti una maggioranza estremamente forte e quindi una importante responsabilità nel proseguo della vita del partito. 
Sia logisticamente che temporalmente il congresso sarà aperto da una mostra realizzata da Linda Santilli, responsabile dell'archivio del Prc, e Roberto Gramiccia, artista e critico. I due sono riusciti in una operazione ambiziosa e intrigante: quella di coniugare il materiale documentale di archivio, visibile attraverso monitor e manifesti significativi, con opere d'arte realizzate per l'occasione da artisti e artiste politicamente schierati che hanno scelto di mettere la propria creatività a disposizione del progetto. Una mostra dal titolo incoraggiante: "Provare e riprovare: i volti, i gesti, le parole delle lotte". 
Alle 14.30 inizierà l'accoglienza delle delegate, dei delegati e degli ospiti e verrà definita la presidenza del congresso, poi verrà tributato un saluto al compagno Lucio Magri, mentre per le 15.30 è prevista le relazione introduttiva del segretario Paolo Ferrero. Ci sarà poi spazio per i saluti degli ospiti, in particolar modo quelli provenienti da altri contesti internazionali. La prima ad intervenire sarà Sheila Collins, uno dei leader del movimento Occupy Wall Street, per la prima volta in Italia. Seguirà un breve saluto videoregistrato di Camilla Vallejo, la giovane presidente della Federazione studentesca del Cile e della gioventù comunista cilena. Poi gli altri ospiti internazionali: Wolfang Gehrke, della direzione nazionale e Responsabile Esteri di Die Linke, deputato al parlamento tedesco; Milagros Carina Soto Agüero, ambasciatrice di Cuba in Italia; Dimitris Vitsas, segretario nazionale del Synaspismos (Grecia); Jose Manuel, di Isquierda Unida, Partito comunista spagnolo, reduce della grande affermazione elettorale della scorsa settimana. Un altro video messaggio giungerà dal medio oriente con Issa Amra, coordinatore dei giovani palestinesi contro l'occupazione. Ci sarà il saluto della città e del segretario provinciale del partito e saranno in sala esponenti delle principali forze politiche di centro sinistra e di sinistra. Inizierà poi il dibattito in plenaria le cui conclusioni sono previste per le 19.30. 
A seguire, nel fitto calendario, l'iniziativa a cura di Liberazione "In difesa del pluralismo dell'informazione, della stampa libera ed indipendente". Un tema di stringente attualità visti i tagli che hanno colpito il Fondo per l'editoria e che rischiano di far sparire dalle edicole le voci più critiche dell'informazione. Al dibattito parteciperanno il direttore del Mattino, Virman Cusenza, quello di Rainews Corradino Mineo, Norma Rangeri, del Manifesto, oltre ovviamente al direttore di Liberazione Dino Greco. Inoltre giornalisti come Sandro Rutolo, Paolo Mondani, il presidente della Fnsi Roberto Natale, il senatore Vincenzo Vita. Concluderà la serata Paolo Ferrero. 
Insomma, l'intera giornata, come del resto la struttura del congresso, sembra voler trasformare in prassi l'enunciato del manifesto di convocazione: quel «connettiamoci» riferito alle infinite vertenze, conflitti, movimenti che attraversano il Paese e che spesso non trovano modo di incrociarsi, e quel «Futura umanità» a cui si allude nel voler considerare sempre più attuale il comunismo come via di uscita dalla crisi.

in data:02/12/2011

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