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Roma 20 gennaio: nessun benvenuto a Merkel e Sarkozy in visita a Monti

«Merkel, Sarkozy e Monti sono i principali responsabili del disastro che stiamo vivendo perché le politiche che stanno distruggendo l’economia italiana, i diritti dei lavoratori e le speranze dei giovani sono politiche europee». Paolo Ferrero, segretario di Rifondazione comunista lancia l’appello con un video sul sito controlacrisi.org perché il 20 gennaio, a Roma, ci sia una piazza forte a dare il benvenuto meno caloroso possibile ai due capi di Stato europei in visita nella Capitale. La strada scelta dal direttorio della Ue è «disastrosa sul piano sociale, aggrava la crisi e non ferma la speculazione», avverte Ferrero. L’alternativa ci sarebbe, dice: «Fermare la speculazione si può ma per questo bisogna far sì che la Bce compri i titoli di stato. Perché oggi la situazione è folle: quella banca presta i soldi all’1% alle banche private ma non agli stati che vengono costretti a indebitarsi a tassi del 7%. Dunque la Bce permette ai banchieri di fare gli speculatori sulle spalle degli stati».
Tobin tax e un piano europeo per lavoro fondati sulla riconversione ambientale e sul welfare vanno a completare la piattaforma su cui Rifondazione chiede di scendere in piazza ai soggetti in movimento e in conflitto, della sinistra politica e sociale, che stanno pagando la crisi e che dal 15 ottobre non si sono ancora parlati. Certamente ci sarà il partito della sinistra europea, con esponenti della Linke e del Pcf che scenderanno a Roma per affermare l’unità d’intenti di una vertenza politica europea che ha bisogno di maturare alla svelta per essere all’altezza dell’aggressione in corso ai diritti di tutti. E alla Cgil Ferrero dice che sarebbe «un atto dovuto la convocazione dello sciopero generale con manifestazione a Roma perché se le politiche che distruggono le pensioni e attaccano l’articolo 18 sono europee allora quando Monti, Merkel e Sarkozy si incontrano bisogna che i sindacati vadano in piazza e facciano sentire la loro voglia di cambiamento».
«Sicuramente faremo qualcosa - annuncia Fabrizio Tomaselli, portavoce dell’Usb - sia come sindacato che come movimento No debito con cui confluiremo nella piazza che si va costruendo per quel giorno. Per noi sarà l’inizio di una settimana laboriosa che si concluderà con lo sciopero generale del sindacalismo di base già programmato per il venerdì successivo».
Per i No Deb parla Giorgio Cremaschi: «Tutti in piazza, bisogna farsi sentire perché stanno decidendo sulle nostre teste - spiega a Liberazione - la riunione dei governi è ormai una convenzione interbancaria, le misure drammatiche sul piano sociale passano nel silenzio dell’opinione pubblica. Come l’obbligo di rientro che si aggiunge al pareggio di bilancio, una catastrofe di cui non si parla. Sgnifica la riduzione annua dell’ammontare del debito che vuol dire dieci anni di manovre! Oppure la flessibilità del lavoro ben oltre la questione dell’articolo 18. Sarebbe l’estensione del modello Fiat e dei licenziamenti “economici” per i quali l’articolo 18 non c’entra. E’ un’offensiva reazionaria che in Italia non ha un’adeguata risposta. E’ umiliante il fatto che Monti sia andato a Bruxelles, prima, e Berlino, poi, a vantarsi che le sue misure ferocissime non abbiano avuto alcuna protesta reale nel Paese. O scendiamo in piazza o ci massacrano». E per i No debito sarà il primo passo di #occupy PiazzaAffari, il corteo nazionale dalla Bocconi di Milano fino al luogo simbolo della finanza italiana che il coordinamento dell’area ha confermato nella sua riunione di ieri. Sarà un appuntamento aperto, forse il 10 marzo, per costruire quell’opposizione sociale e politica a Monti che ancora non c’è.
La discussione sul “benvenuto” alla trilaterale Ue attraversa il lavoro del movimento per l’acqua - le manovre, infatti, stanno cercando di aggirare il risultato referendario - che domani lancerà una settimana di mobilitazione straordinaria in tutti i territori fino a un presidio il 19 a Montecitorio e alla partecipazione il 20 alla piazza che si sta costruendo.

Checchino Antonini

in data:12/01/2012

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