SINISTRA
Liberazione: un patrimonio da non dilapidare
Confronto costruttivo tra i rappresentanti dei lavoratori di Liberazione e il sottosegretario Carlo Malinconico
Consentire la “continuità editoriale e occupazionale” di una testata “di particolare rilievo“ come Liberazione, che la Presidenza del Consiglio intende ” tutelare e valorizzare”, è l’impegno espresso dal sottosegretario all’Editoria Carlo Malinconico al termine dell’incontro con il Cdr e la Rsu, rappresentanti dell’assemblea permanente unitaria dei lavoratori di Liberazione. Un incontro lungo e approfondito, che ha permesso ai lavoratori di descrivere dettagliatamente la propria realtà occupazionale, già pesantemente colpita dalla dura ristrutturazione in atto. Cdr e Rsu hanno contemporaneamente evidenziato la storia ventennale della testata e il suo particolare radicamento in una duplice comunità di lettori, dalle caratteristiche generazionali e culturali differenti: quella delle edicole e quella della rete. Un doppio patrimonio, quindi - di lavoratori e di pubblico - che è assurdo pensare di disperdere.
Cdr e Rsu hanno quindi ribadito con forza la necessità di salvaguardare i livelli occupazionali attuali, non solo per non privare del futuro 50 famiglie, ma anche e soprattutto perché sarebbe impossibile ridurre ulteriormente l’articolazione professionale del corpo redazionale poligrafico e giornalistico già ai minimi.
Su questa base i lavoratori hanno espresso al sottosegretario il proprio estremo allarme per quella che giudicano una mossa al buio dell’editore: la decisione drastica di scomparire dalle edicole e dal web dal primo gennaio 2012 mandando tutti a casa. Una decisione che solo grazie alla resistenza unitaria dei lavoratori è stata “corretta” frettolosamente nell’ipotesi di una provvisoria continuità del sito, ma talmente minima da risultare incompatibile con un progetto giornalistico degno di questo nome. La decisione dell’editore è altamente preoccupante, tanto più che parti sociali, governo e associazioni di categoria concordano sul fatto che i livelli occupazionali di una testata siano uno dei pochissimi criteri indiscutibili per selezionare i soggetti destinatari del contributo pubblico.
Cdr e Rsu hanno denunciato l’enorme difficoltà dell’editore di accedere al credito nell’attuale situazione di incertezza normativa. E contemporaneamente il rischio di perdere il diritto al finanziamento pubblico (erogato solo a chi pubblica 250 numeri per anno solare) con una sospensione senza scadenza della pubblicazione cartacea, attualmente ridotta a cinque numeri settimanali. Cdr e Rsu hanno quindi sollecitato un parere del Dipartimento sui finanziamenti per le pubblicazioni via web. La consigliera Grande si è impegnata a portare il quesito nella prossima riunione della Commissione per l’Editoria fissata ai primi di gennaio.
Informazioni e preoccupazioni dei lavoratori sono state discusse e approfondite dal sottosegretario e dalla Consigliera capo del dipartimento per l’Editoria Elisa Grande, che si sono espressi per «una soluzione che consenta la continuità editoriale e occupazionale della testata», ribadendo per quanto riguarda il governo l’impegno a reperire celermente risorse aggiuntive dal cosiddetto Fondo Letta.
Apprezzando la franchezza e la costruttività del confronto, Cdr e Rsu di Liberazione sottolineano la rilevanza della vertenza-pilota che li impegna a individuare soluzioni praticabili e eque che facciano da traino per la fase di transizione che vede in pericolo un centinaio di altre testate cooperative di partito e di idee. E fanno appello a tutte le parti perché il confronto sindacale al tavolo nazionale convocato per martedì 27 dicembre sia praticato con il massimo senso di responsabilità.
il Comitato di redazione di Liberazione
la Rappresentanza sindacale unitaria
Roma, 23 dicembre 2012





