POLITICA
Le biografie
Paola Severino (Giustizia)
La prima donna ministro della Giustizia nella storia della Repubblica italiana è uno dei più noti avvocati penalisti. Sessantatrè anni, napoletana, Paola Severino arriva al dicastero di Via Arenula con un curriculum di peso: prorettore vicario dell'Università Luiss Guido Carli, professore ordinario di diritto penale presso la stessa Università della Confindustria e, soprattutto, avvocato di clienti 'illustrì. Ha difeso, tra gli altri, Romando Prodi nel processo sulla vendita della Cirio, il legale della Fininvest Giovanni Acampora nel processo Imi-Sir, Francesco Gaetano Caltagirone nell'inchiesta di Perugia su Enimont, Cesare Geronzi per il crac della Cirio, l'ex segretario generale del Quirinale Gaetano Gifuni nell'indagine sui fondi per la gestione della tenuta di Castelporziano. Ha lavorato nello studio di Giovanni Maria Flick prima che il professore fosse nominato Guardasigilli del governo Prodi, ha rappresentato l'Unione delle comunità ebraiche nel processo al nazista Erich Priebke, e tra le società-colosso alle quali ha dato assistenza legale ci sono Eni e Telecom. Paola Severino si è laureata in Giurisprudenza all'Università di Roma La Sapienza nel 1971. Gli inizi della sua carriera universitaria sono al Cnr,vincitrice di una borsa di studio dal '72 al '75. Dal '75 all'87 ricopre l'incarico di assistente ordinario presso la seconda cattedra di diritto penale dell'Università La Sapienza. Poi il trasferimento all'ateneo di Perugia come professore ordinario di diritto penale commerciale alla facoltà di Economia. È titolare dell'insegnamento di diritto penale alla Scuola ufficiali carabinieri di Roma. Dal 30 luglio 1997 al 30 luglio del 2001 è stata - prima donna in assoluto anche in questo caso - vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura militare. Proprio mentre rivestiva quell'incarico ha vinto la classifica dei manager pubblici più ricchi: nel 1998 dichiarò infatti un reddito da 3,3 miliardi di vecchie lire.
Corrado Clini (Ambiente)
Il nuovo Ministro dell'Ambiente è Corrado Clini, classe 1947, attuale direttore generale del dicastero e medico chirurgo specializzato in Medicina del Lavoro. Clini è alla dirigenza del Ministero dal 1990 e oltre agli incarichi istituzionali sino ad oggi ricoperti, ha collaborato con diverse università italiane, l'Agenzia europea dell'Ambiente e l'Onu ed ha partecipato all'elaborazione del «Piano per la riduzione delle emissioni di gas serra». È autore di oltre 40 pubblicazioni scientifiche.
Francesco Profumo (Istruzione)
Il nuovo ministro dell'Istruzione, l'Università e la Ricerca Scientifica, è presidente del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), già rettore del Politecnico di Torino. Con un curriculum scientifico e accademico degno di un Nobel, l'ingegnere 58enne torinese è di simpatie politiche opposte a quelle dell'ex ministro Mariastella Gelmini che lo ha indicato al Cnr, e ha partecipato, sia pure per pochi istanti, alle primarie del Pd per la candidatura del successore di Chiamparino a Torino, prima della discesa in campo di Fassino. Nel suo ultimo incarico, Profumo ha impegnato tutte le sue doti tecniche e, le esperienze internazionali per riportare il Cnr alla sua naturale posizione di leadership della ricerca italiana. Attualmente è presidente di Columbus, del Forum Torino e del Panel 09 del Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR) del Miur. Già membro del Consiglio di amministrazione di Reply, Fidia S.p.A., Unicredit Private Bank, il 12 aprile 2011 è stato nominato membro del Consiglio di amministrazione di Telecom Italia. Ha iniziato la carriera nel 1978 nella Ricerca e Sviluppo in Ansaldo a Genova; nel 1985 si è trasferito a Torino dove ha intrapreso la carriera di ricercatore universitario e nel 1995 è diventato professore ordinario di 'Macchine e Azionamenti Elettricì nello stesso ateneo. Quindi ha assunto la carica di presidente della prima facoltà di Ingegneria del Politecnico dal 2003 al 2005 e dal primo ottobre 2005 quella di Rettore. Il suo rettorato è stato caratterizzato da una forte spinta verso la collaborazione con grandi aziende internazionali (da Microsoft a Motorola) e con l'apertura della didattica verso l'estero. Inoltre ha fatto parte di molti gruppi di lavoro internazionali con numerosi riconoscimenti in tutto il mondo e oltre 250 articoli pubblicati.
Giampaolo Di Paola (Difesa)
L'ammiraglio Giampaolo Di Paola, capo del Comitato militare della Nato ed ex capo di Stato maggiore della Difesa, è il nuovo ministro della Difesa. Classe 1944, è nato a Torre Annunziata ed è entrato in Accademia navale nel 1963 dopo aver frequentato il Collegio Navale «Francesco Morosini»; è prima comandante, poi capitano di vascello e infine, dopo oltre trent'anni di carriera nella Marina militare italiana, è nominato Ammiraglio di squadra. Capo del reparto politica militare dello Stato maggiore della Difesa dal 1994 al 1998, nel 1998 viene scelto come capo di gabinetto del ministro della Difesa, Carlo Scognamiglio, ed è poi confermato dal successore Sergio Mattarella. Nominato segretario generale della Difesa il 26 marzo 2001, mantiene l'incarico fino al 10 marzo 2004, quando è promosso a Capo di stato maggiore della Difesa. Poi nel 2007 il Comitato Militare della Nato, composto dai capi di Stato maggiore dei ventisei Paesi dell'alleanza, lo ha eletto presidente del Comitato, incarico ricoperto fino al 2008. Nello stesso anno Di Paola lascia il comando dello Stato Maggiore della Difesa, sostituito dal generale di squadra aerea Vincenzo Camporini.
Anna Maria Cancellieri (Interno)
Anna Maria Cancellieri, 67 anni, romana, è sposata e ha due figli. Dopo aver conseguito la laurea in Scienze Politiche nella capitale, ha iniziato la sua carriera a Milano negli anni '70 come responsabile della comunicazione della prefettura prima di diventare sub-commissario al comune. Prefetto in città come Vicenza, Bergamo, Catania (dove è stata anche commissario del Teatro Bellini, fino a due anni fa) e Genova (dove gestì con successo la difficile trattativa con i camalli, che minacciavano di bloccare il porto, consolidando la sua fama di esperta nel «problem solving»), è in pensione dal 2009. È stata nominata meno di due mesi fa commissario di Parma, dopo le dimissioni del sindaco Pietro Vignali: dal 2010, per più di un anno, aveva ricoperto lo stesso ruolo a Bologna, «traghettando» il Comune dallo scandalo che travolse Delbono fino alle elezioni vinte da Virginio Merola. Un'esperienza ritenuta positiva da tanti, a dispetto dei durissimi tagli, tanto da guadagnarle la proposta - rifiutata - di una candidatura alle amministrative da parte di una lista civica appoggiata dal centrodestra. È una grande appassionata di musica lirica, fortemente impegnata nella difesa delle donne e della loro inscindibile dignità di lavoratrici e di madri.
Giulio Terzi (Esteri)
È una carriera diplomatica di primissimo piano quella del nuovo ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant'Agata. Attualmente ambasciatore a Washington, il 65enne diplomatico bergamasco vanta una lunga esperienza all'Onu, prima nella squadra di Francesco Paolo Fulci che sventò una riforma del Consiglio di sicurezza penalizzante per l'Italia, poi come rappresentante permanente al Palazzo di Vetro. Terzi è stato anche ambasciatore in Israele tra il 2002 e il 2004, quando curò la storica visita del leader di An Gianfranco Fini, e direttore generale degli Affari politici. È il terzo ministro degli Esteri che proviene dalle file della diplomazia, dopo Carlo Sforza e Renato Ruggiero. Terzi si era insediato come ambasciatore negli Usa nell'ottobre 2009, impegnandosi - fra l'altro - nella promozione delle eccellenze del made in Italy, dall'impresa alla ricerca e alla cultura. Tra il 2008 e il 2009 aveva guidato la rappresentanza permanente alle Nazioni Unite, partecipando alle riunioni del Consiglio di sicurezza di cui l'Italia era membro e occupandosi, in particolare, del dossier Afghanistan. In precedenza, alla Farnesina aveva ricoperto gli incarichi di vicesegretario generale e di direttore generale per gli Affari politici, da dove aveva potuto continuare a seguire le tematiche Onu. In Israele servì come ambasciatore durante i difficili anni della Seconda Intifada, occupandosi del rafforzamento delle relazioni tra lo Stato ebraico e l'Unione europea nel semestre italiano di presidenza, dal luglio al dicembre 2003. Nato a Bergamo nel 1946, Terzi si è laureato in giurisprudenza a Milano, specializzandosi in diritto internazionale. Il suo primo incarico da diplomatico fu al cerimoniale della Repubblica, dove curò le visite ufficiali delle delegazioni del governo italiano all'estero, per poi trasferirsi a Parigi nel 1975 come primo segretario per gli Affari politici dell'ambasciata. Nel 1978 approdò nello staff del Segretario generale della Farnesina, prima del trasferimento in Canada in veste di consigliere economico e commerciale dell'ambasciata e poi di Console generale a Vancouver. Nella città della British Columbia curò la rappresentanza italiana all'Expo '86. Dopo un passaggio a Roma, presso la direzione generale degli Affari Economici, fu consigliere politico presso la Rappresentanza italiana alla Nato a Bruxelles negli ultimi anni della Guerra fredda. Dal 1993 al 1998 è stato a New York presso la Rappresentanza italiana alle Nazioni Unite, inizialmente come primo consigliere per gli affari politici e poi come ministro e vice rappresentante permanente.
Elsa Fornero (Lavoro)
Un'esperta di pensioni, allieva di Onorato Castellino. Una dama torinese, elegante ma non troppo convenzionale, misurata e con una volontà di ferro. Elsa Fornero, 63 anni, prende la guida del ministero del Lavoro, con delega alle Pari Opportunità, nella nuova squadra di governo targata Monti. Docente di Economia all'Università di Torino, direttore del Cerp, il Centre for Research on Pensions and Welfare Policies, uno dei maggiori centri studi sullo stato sociale in Italia e in Europa. Componente del Nucleo di Valutazione della spesa previdenziale del ministero del Lavoro, il suo campo d'azione, la previdenza, è uno degli argomenti più caldi del momento. È una strenua sostenitrice dell'estensione del metodo contributivo a tutti i lavoratori e la sua nomina viene letta come scelta 'rigoristà da parte del nuovo esecutivo. Di previdenza Fornero si è occupata anche per la Banca Mondiale, di cui è stata consulente in Russia, Lettonia, Macedonia e Albania. Con la sua fermezza è riuscita a scalare uno dei mondi più maschilisti, quello del credito. Il suo rigore intellettuale, accompagnato a uno spirito pratico, l'ha portata a diventare vice presidente del consiglio di sorveglianza di Intesa Sanpaolo. Editorialista de 'Il Sole 24 Orè e collaboratrice de 'Lavoce.infò, il suo campo di studio abbraccia anche il risparmio delle famiglie e le assicurazioni sulla vita. È stata membro del comitato scientifico di Confindustria, e membro del consiglio direttivo della Società italiane degli economisti. Lorenzo Ornaghi Il nuovo ministro dei Beni Culturali è Lorenzo Ornaghi, classe 1948, laureato in Scienze Politiche alla Cattolica di Milano nel 1982 sotto la direzione del maestro e mentore Gianfranco Miglio, da quasi dieci anni, per l'esattezza dal primo novembre 2002, Rettore dell'università Cattolica del Sacro Cuore. Nell'Ateneo cattolico Ornaghi ha percorso le tappe principali della carriera accademica. Ricercatore dal 1980 al 1987, diventa professore associato a partire dall'anno accademico 1987/88, quando viene chiamato dall'Università di Teramo (dove dal 1987 al 1990 ha insegnato Scienza della politica e Psicologia politica e comportamenti di massa alla facoltà di Scienze politiche). Dall'anno accademico 1990/91 torna a tempo pieno all'Ateneo di largo Gemelli, diventando titolare della cattedra di Scienza politica nella facoltà di Scienze politiche, a partire dal 1994 in qualità di professore di prima fascia. Autore di numerosi volumi e saggi pubblicati su riviste italiane e internazionali, si è occupato in modo particolare dello Stato e delle sue trasformazioni, di rappresentanza e organizzazione degli interessi, di linguaggio politico. Nel 2001 con Vittorio Emanuele Parsi ha pubblicato per Laterza 'Lo sguardo corto. Critica alla classe dirigente italianà. Nel 2002 ha curato la raccolta 'Globalizzazione, nuove ricchezze e nuove poverta« edito da Vita e Pensiero. Da gennaio 2003 è direttore della »nuova serie« della rivista di cultura e dibattito »Vita e Pensiero«. Negli ultimi anni, oltre che alle indagini sul sistema politico e sulle elite dell'Italia, si è dedicato allo studio dell'integrazione politico-istituzionale dell'Europa e al tema della Costituzione europea, argomenti a cui lo stesso premier Monti è molto sensibile. È componente del gruppo del Comitato Nazionale per il Progetto culturale orientato in senso cristiano della Cei. Dal 1998 Ornaghi è membro del Consiglio di Amministrazione di Avvenire, di cui dal 2002 è VicePresidente. Nel 2006 ha ricevuto l'Ambrogino d'oro dal Comune di Milano.
Renato Balduzzi (Salute)
Giurista, esperto di diritto costituzionale, promotore di movimenti e riviste di area cattolico-sociale, da 4 anni presidente dell'Agenas, l'agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali. Renato Balduzzi, classe 1955, nominato ministro della Salute, è già stato al ministero in qualità di esperto giuridico del ministro tra il 1996 e il 2000, voluto dall'allora ministro Rosi Bindi, che seguirà poi tra il 2006 e il 2008 sempre come consulente al ministero della Famiglia. Laureato nel 1979, è stato per anni ordinario di diritto costituzionale all'Università del Piemonte Orientale. Da quest'anno è ordinario nella facoltà di Giurisprudenza dell'università Cattolica di Milano. È stato consigliere giuridico dei Ministri della difesa (1989-1992), della sanità (1996-2000) e delle politiche per la famiglia (2006-2008), dove collaborò alla stesura del ddl sui cosiddetti 'Dicò, per il riconoscimento di alcuni diritti delle persone conviventi. Ha ricoperto l'incarico di Capo dell'ufficio legislativo del Ministero della sanità dal 1997 al 1999, presiedendo la Commissione ministeriale per la riforma sanitaria. Dal 2009 è presidente del Nucleo di valutazione dell'Azienda ospedaliero-universitaria «Maggiore della Carità» di Novara e, dal 2006, del Comitato di Indirizzo dell'Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Sant'Orsola-Malpighi di Bologna. È presidente, dal febbraio 2007, dell'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas). È componente del Comitato scientifico delle riviste «Quaderni regionali», «Amministrazione in cammino», Politiche sanitarie«,»Dialoghi« e »Studium«. Dal 2002 al 2009 è stato presidente nazionale del Movimento ecclesiale di impegno culturale (MEIC, già Movimento Laureati di Azione Cattolica). È direttore, dal 2003, del bimestrale culturale »Coscienza«, che si schierò a favore dell'astensione, come buona parte dei movimenti cattolici, in occasione del referendum del 2005 contro la legge 40 sulla fecondazione assistita.
Mario Catania (Politiche agricole)
Mario Catania, classe 1952, romano, una passione per la montagna. L'attuale capo dipartimento delle Politiche agricole e internazionali del Mipaaf si aggiudica la delega all'Agricoltura nel nuovo governo Monti. Laureato in giurisprudenza, un percorso professionale votato alla pubblica amministrazione, con una lunga esperienza a Bruxelles come esperto di agricoltura nella Rappresentanza Permanente Italiana. Appena ventiseienne entra nel Palazzo dell'Agricoltura a far parte della Direzione del personale e qui approda nel 1987 in quella che allora si chiamava la Direzione della tutela economica dei prodotto agricoli. Dopo un anno vince il concorso per dirigente a soli 36 anni, un indiscutibile primato vista la giovane età. Dirige vari settori tra cui quello del latte e della qualità dei prodotti.
Corrado Passera (Sviluppo ed infrastrutture)
Un big della finanza prestato alla politica: Corrado Passera entra nella nuova squadra di governo alla guida del ministero dello Sviluppo Economico. Classe 1954, è uno dei più importanti banchieri italiani ma ha alle spalle anche esperienze nell'editoria e nell'industria. Si è laureato alla Bocconi e ha conseguito un master in Business Administration alla Wharton School di Philadelphia. Inizia il suo percorso professionale nel 1980 in McKinsey dove rimane per 5 anni per poi andare alla Cir in qualità di direttore generale fino al 1990. Passa poi al settore editoriale diventando amministratore delegato di Arnoldo Mondadori Editore e successivamente vice presidente e ceo del Gruppo Espresso-Repubblica. Nel 1992 lascia l'editoria per passare al Gruppo Olivetti dove è chiamato in qualità di co-ad. Nel '96 diventa amministratore delegato e ceo del Banco Ambrosiano Veneto che lascerà dopo aver portato a termine il consolidamento con Cariplo. Nel '98 il governo lo nomina alla guida di Poste Italiane dove rimarrà fino all'aprile 2002. A maggio dello stesso anno l'ingresso in Banca Intesa, la banca nata dall'integrazione di Cariplo e Banco Ambrosiano Veneto: diventa amministratore delegato e chief executive officer per poi assumere dal gennaio 2007 l'incarico di consigliere delegato e chief executive officer in Intesa SanPaolo, nata dalla fusione di Banca Intesa e Sanpaolo Imi. Il banchiere comasco non ha mai nascosto il suo interesse per la politica. Il suo nome per un incarico di governo era già circolato ai tempi del toto-nomine per sostituire Claudio Scajola allo Sviluppo economico. E voci di un suo possibile ingresso nel governo Berlusconi, al posto di Giulio Tremonti all'Economia, erano state fatte filtrare anche nei mesi scorsi.





