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SPETTACOLI

Festival di Roma: il cinema, ostaggio della politica

«Il braccio di ferro sul futuro del Festival di Roma che si sta consumando tra i rappresentanti delle istituzioni conferma una volta di più, e purtroppo, come nulla sia cambiato nell'atteggiamento invasivo e arrogante della politica nei confronti del cinema». La dichiarazione è dell'Associazione 100autori che - si legge in una nota - «non partecipa a questa polemica sui nomi, perchè da sempre sostiene il principio che chiunque venga chiamato a gestire snodi cruciali di questo settore - come lo è un festival - non rappresenti gli interessi della politica ma sia scelto solo nel rispetto assoluto dei criteri di professionalità, competenza e trasparenza». «A questi criteri certamente corrispondono le figure professionali di Piera Detassis e di Marco Mueller - prosegue il comunicato -. Questo scontro non fa bene al Festival di Roma nè alla Mostra del Cinema di Venezia. L'associazione 100autori chiede che il Sindaco Alemanno e la Presidente della Regione Lazio Polverini rispettino le procedure stabilite dallo statuto della Fondazione Cinema per Roma per la nomina del direttore, restituendo al Presidente e al CdA il proprio ruolo istituzionale e dimostrando per una volta che l'obiettivo è il bene del cinema italiano e non la voglia di lottizzare e prevaricare ogni regola».
Sulle pagine di Liberazione in pdf l'articolo di approfondimento di Boris Sollazzo

in data:05/01/2012

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