Home » CRONACHE » Delitto Torpignattara, i carabinieri sentiranno l'armiere "nero"

CRONACHE

Delitto Torpignattara, i carabinieri sentiranno l'armiere "nero"

La calibro nove che ha ucciso a Roma Zhou Zheng e la sua bambina non è ancora stata ritrovata a differenza della refurtiva della rapina finita malissimo a Torpignattara, rinvenuta in un rudere a tre chilometri dal luogo del delitto, nel quartiere Prenestino. L'ipotesi di Ris e Ros dei carabinieri è che quella pistola possa essere stata acquistata dai marocchini, poche settimane prima del colpo, nell’arsenale della mala trovato per caso il 17 dicembre sulla Casilina, solo cinque chilometri più a est del luogo del delitto.

 Tredici pistole, quattro fucili da guerra, una mitraglietta, cinque giubbotti antiproiettile, 2.500 munizioni, due uniformi dei carabinieri e una della polizia forse rubati in una lavanderia, una paletta segnaletica della protezione civile e la riproduzione di una placca di riconoscimento dell’Arma, passamontagna, parrucche e alcune dosi di erba.

 Era l'armeria di Claudio Nuccetelli, 48 anni, passato alla storia criminale per la “spaccata" a Bulgari, il fallito colpo del 2007 quando un carro attrezzi assalì la nota gioielleria del centro di Roma. I carabinieri potrebbero chiedere lumi proprio a Nuccetelli, piuttosto conosciuto nel quadrante della Capitale dove anche i due assassini di Torpignattara operavano specializzandosi nelle rapine a commercianti cinesi. Nuccetelli - come ha spiegato su Liberazione una ricostruzione di Ercole Olmi - è considerato dagli inquirenti uno dei punti di contatto tra la mala romana, la galassia neofascista e la mafia catanese. Con lui, da Bulgari, c'era Fabio Giannotta, un curriculum di rapine e di partecipazione alle commemorazioni presso la sede di Acca Larentia di cui la sua famiglia sembra essere "tenutaria". Un padre segretario di sezione lì dell'antico Msi, un fratello Mirko, condannato in rito abbreviato a un anno e otto mesi nel 2005 per rapine a banche e gioiellerie con lo stesso Fabio ma noto oggi per essere uno dei capitoli inquietanti della cosiddetta Parentopoli nera. Dirige, per l'Ama e il comune di Roma, il settore Decoro urbano. E la città è sempre più piena di manifesti abusivi in memoria dei camerati e di svastiche sui muri.

Checchino Antonini

in data:12/01/2012

Cerca in Stile Casa

Multimedia

  • video

    Patroni Griffi e gli inquilini senza titolo

  • foto

  • video

    La conferenza stampa di Liberazione alla Camera

I nostri Blog