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#occupyLiberazione Colette Mô, dirigente del Partito comunista francese: «Cari compagni, salvate Liberazione. E perché non fate come l'Humanité?»

«Io, che spesso attraversavo la frontiera di Ventimiglia solo per acquistare una copia di Liberazione, ritengo che la chiusura del giornale sarebbe un fatto gravissimo: gravissimo per le lotte sociali che racconta da vent’ anni, per il pluralismo dell’informazione, per l’encomiabile sforzo dei suoi lavoratori che in questi giorni stanno occupando la redazione allo scopo di non far morire una delle poche voci non allineate al pensiero unico. Il quotidiano cartaceo resta ancora oggi uno strumento formidabile e non sostituibile con un sito internet. Siamo perfettamente coscienti della difficoltà di lottare contro un mercato falsato in partenza, che difende solo gli interessi del più forte, questo accade in Italia, in Francia e altrove. Anche noi dell’Humanité negli ultimi anni abbiamo avuto problemi economici non da poco, dovendo confrontarci con l’aggressività dei grandi gruppi editoriali che monopolizzano le raccolte pubblicitarie e prosciugano di fatto il terreno dell’informazione non profit. Per questo nel 1996 abbiamo realizzato una piccola grande rivoluzione, creando gli “Amici dell’Humanité”, una società editoriale composta, oltre che dai comunisti, da intellettuali, membri della società civile e della sinistra diffusa come lo storico Max Gallo, il cineasta Bertrand Tavernier o il disegnatore satirico Georges Wolinsky, giusto per citare qualche nome noto. Anche se il Pcf rimane naturalmente l’editore di riferimento del giornale, l’Humanité non è più l’organo ufficiale del partito: questa scelta si è rivelata vincente poiché ha permesso di allargare il perimetro del nostro quotidiano, conquistando nuovi lettori, sottoscrivendo nuovi abbonamenti e mettendo al riparo la testata dall’incertezza economica. A nome dei comunisti francesi vi porgo tutta la nostra solidarietà e chiedo ufficialmente ai compagni e ai dirigenti di Rifondazione comunista dipercorrere tutte le strade possibili per non far morire l’avventura editoriale del quotidiano Liberazione»

Colette Mô (Membro del Consiglio nazionale del Partito comunista francese)

in data:07/01/2012

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