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Brevi dal Parlamento: passa la fiducia alla Camera

da Twitter:  I 61 voti contrari alla fiducia al governo Monti sono dei 59 deputati leghisti più Domenico Scilipoti e Alessandra Mussolini. Lo riferisce Andrea Sarubbi del Pd su Twitter.

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Dopo il Senato ieri, anche la Camera ha accordato la fiducia al nuovo Governo Monti con un risultato favorevole senza precedenti nella storia della Repubblica: 556 voti a favore e 61 contrari (59 leghisti più altri due deputtai), fra i 617 deputati che hanno preso parte alla votazione. Una maggioranza 'bulgarà dunque anche a Montecitorio, dopo i 281 sì e 25 no registrati a palazzo Madama.

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Nel governo Monti ci sono «buone professionalità, ministri competenti nella materia di cui si devono occupare». È il giudizio dell'ex premier Silvio Berlusconi, sul nuovo esecutivo, ai microfoni del Tg5.

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Sarà anche un tecnico, terrà anche a essere chiamato più «professore» che «presidente», ma Mario Monti sembra decisamente ormai a suo agio nel ruolo e lo dimostra anche l'affabilità che sfoggia nel corso delle votazioni per la fiducia. Dopo aver assistito al dibattito concentrato sui propri appunti, al rompete le righe che segue all'inizio del voto, Monti resta in aula e saluta i deputati. Non è più solo lui a ricevere strette di mano e complimenti, ma è lo stesso presidente del Consiglio a prendere l'iniziativa. Non è solo lui a essere intercettato dai politici mentre si trova in piedi, davanti ai banchi del governo, ma è proprio Monti che sale lungo l'emiciclo per andare a stringere la mano agli ex ministri che sono ancora presenti, come la Carfagna e la Gelmini. Una stretta di mano e un breve colloquio anche con il segretario Pdl, Angelino Alfano.

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Breve colloquio a Montecitorio tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi a margine del voto di fiducia al governo Monti. L'ex premier, dopo un passaggio alla buvette, ha incontrato il leader della Lega in Transatlantico e insieme si sono allontanati verso il corridoio dei ministri dove si è svolto il faccia a faccia.

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Parole di grande apprezzamento per il nuovo ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri: a pronunciarle è chi le ha appena passato il testimone, l'ex responsabile del Viminale, Roberto Maroni. «La Cancellieri è stata un grande prefetto, la stimo molto, l'ho mandata io a fare il commissario a Bologna - ha ricordato Maroni - e si è comportata benissimo tanto che tutti poi volevano candidarla. Poi l'ho mandata a Parma. Ieri abbiamo avuto un calorosissimo passaggio di consegne. Sono convinto che proseguirà nell'azione che io ho svolto e che abbia tutte le capacità per essere un ottimo ministro dell'Interno». ***********************

«Vi prego, continuate a farlo, a chiamarmi professore, perchè l'altro mio titolo, presidente del Consiglio, durerà poco, e come diceva il mio predecessore il senatore a vita Spadolini, i presidenti passano, i professori restano». Con una battuta e un deferente ricordo dell'ex presidente del Consiglio e del Senato, Mario Monti ha riferito in aula delle parole di chi gli ha chiesto il permesso di poterlo continuare a chiamare professore.

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in data:18/11/2011

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